Delli segretari de’ Principi: scrivilo tu

Delli segretari de’ Principi

Non chiedetemi il perché, ma dei 26 capitoli del Principe, ne manca uno. Forse una dimenticanza, o forse una una mossa “Machiavellika” lascio a voi decidere. Forse qualcuno di voi accetta la sfida e ci si cimenta? Se il capitolo ci piace, lo inseriamo nel libro! Invialo a enrico@flacowski.com

Se non avete ancora scaricato le prime pagine grezze di libro, vi consiglio di farlo subito, altrimenti non potete capire lo stile e gli obiettivi del libro!

Vi diamo la traccia qui sotto ma potete leggerlo per intero (è molto piccolo) cliccando qui:

Cap.22
Delli segretari de’ Principi [De his quos a secretis principes habent]
Perchè sono di tre generazioni cervelli; l’uno intende per sè, l’altro intende quanto da altri gli è mostro, il terzo non intende nè sè stesso nè per dimostrazione d’altri. Quel primo è eccellentissimo, il secondo eccellente, il terzo inutile

In questo capitolo Machiavelli cerca di aiutare il principe nella scelta dei Ministri e segretari. Ritengo si dovrebbe parlare di collaborazioni, team work, come scegliere partner, team di progetto in pratica coloro che ci affiancano o ci rappresentano (come Antonio Giordani da Venafro rappresentava Pandolfo Petrucci!). È importante usare esempi pratici e casi studi, esperienze dirette e storie (restano più impresse). Il resto lo lasciamo a voi.

Altri spunti utili tratti dal principe di Machiavelli che possano guidarvi:

Per un principe non è di poca importanza la scelta dei ministri. Essi sono buoni o no, secondo la prudenza del principe. La prima congettura che si fa sulle capacità di governo di un signore è quella di vedere quali uomini ha intorno a sé. E, quando essi sono capaci e fedeli, si può sempre reputarlo savio, perché ha saputo riconoscere quelli che sono capaci e poi ha saputo mantenerli fedeli. Ma, quando essi sono altrimenti, si può sempre dare un giudizio non positivo su di lui, perché il primo errore che fa, lo fa in questa scelta.

Tutti coloro che conoscevano messer Antonio Giordani da Venafro per ministro di Pandolfo Petrucci, principe di Siena, giudicavano che Pandolfo era un uomo assai valente, poiché lo aveva come ministro.

Ci sono tre tipi diversi di capacità di governo. Il primo capisce da sé ed è autosufficiente, il secondo capisce soltanto quello che altri ha capito, il terzo non capisce né da sé né con l’aiuto di terzi. Il primo è davvero eccellente, il secondo soltanto eccellente, il terzo inutile. Pertanto per forza di cose conveniva che Pandolfo, se non rientrava nel primo grado, rientrasse nel secondo. Insomma ogni volta che un principe ritiene di conoscere il bene o il male che un ministro fa e dice (anche se non ha un’intelligenza originale), deve saper valutare le opere tristi e le opere buone del ministro. Deve saper esaltare le prime e correggere le seconde. Da parte sua il ministro non può sperare di ingannarlo, perciò si mantiene buono.

Per conoscere il ministro, un principe ha questo modo, che non sbaglia mai. Quando tu vedi che il ministro pensa più a sé che a te e quando vedi che in tutte le azioni ricerca il suo utile, puoi concludere che costui, con queste caratteristiche, non sarà mai un buon ministro, me ai te ne potrai fidare: chi ha in mano lo stato di un principe, non deve pensare mai a se stesso, ma sempre al principe, né gli deve ricordare mai cosa che non lo riguardi.
D’altro canto il principe, per mantenerlo buono, deve preoccuparsi del ministro, deve ricoprirlo di onori, deve farlo ricco, deve obbligarlo nei suoi confronti, deve dividere con lui gli onori e gli incarichi di responsabilità. Soltanto così il ministro vede che non può stare senza lui. In tal modo gli onori elevati non gli fanno desiderare altri onori, le ricchezze elevate non gli fanno desiderare altre ricchezze, gli incarichi prestigiosi gli fanno temerei possibili cambiamenti. Quando i ministri e i principi in relazione ai ministri hanno queste caratteristiche, essi possono confidare l’uno dell’altro. Quando le cose stanno altrimenti, il fine sempre sarà dannoso o per l’uno o per l’altro.

25 Capitoli te li diamo noi, uno potresti sicuramente fartelo da solo, non credi?

Andrea Alfieri
Crede nelle potenzialità dei Social Media e strumenti di condivisione, ma soprattutto crede nel “Fare business partendo dalle Persone” ed è quello che lo spinge ad inventarsi la SQcuola di Blog nel 2011.
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